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Anna Redi

 

 

 

       

nell'ambito di Costellazioni  rassegna di danza contemporanea


Anna Redi: Regista, danzatrice e attrice. Nel suo percorso ha lavorato con Mario Martone, Pippo Delbono, Wim Vandekeybus, Enzo Moscato, Arturo Cirillo, Alfonso Santagata, Marco Baliani, Pupi Avati e altri registi e coreografi. Ha vinto il Premio Scenario come autrice e attrice di Bagarie e Premio Girulà come migliore giovane attrice napoletana.
Crea Quelle Histoire con Clelia Moretti e Bianca Parafava prodotto da Sosta Palmizi nel 99 e partecipa in seguito al collettivo tedesco Napoli11.
Ha scritto e diretto numerosi spettacoli di teatro danza tra cui: Animula, Le stanze di Penelope, Sono sfiorite le rose, Pà e Matres Matutae presente a numerosi Festival europei e al Festival Magdalena a Bogotà. E’ collaboratrice alla sceneggiatura de I giorni dell’abbandono, regia di Roberto Faenza, presentato al Festival del cinema di Venezia 2005. Nel 2008 è trainer per l’attrice.Giovanna Mezzogiorno.
Dal 2000 collabora con Chiaradanza (Napoli) e True-love (Savona).
Dal 2001 ha curato le coreografie per le seguenti Opere liriche: Don Giovanni e Le nozze di Figaro, regia di Mario Martone Teatro San Carlo di Napoli e nel 2007 La Boheme, regia di Dino Gentili,.Machbeth regia Andrea De Rosa e per Salisburgo Il Matrimonio Inaspettato diretto dal Maestro Riccardo Muti.
Insegna teatro danza a Napoli e ai Festival Unidanza presso le Università di Barcellona nel 2002, di Madrid e Bogotà nel 2006.
                  

Le performance cominciano tutte con una verità, un impulso interiore che muove i performer all'azione attraverso l'uso del corpo e della voce. Quando sono in buona connessione, parola e movimento rivelano attimi di realtà interiore. Ma quando non sono in connessione, le parole sembrano imposte dall'impulso e le azioni sono come bloccate.
 

"La mia attività è iniziata come danzatrice e, dopo il lavoro con Pippo Delbono e con alcuni danzatori di Pina Baush, si è rivolta appunto al teatro - danza come teatro di poesia. La tensione della mia ricerca è stata quella di acquisire dei mezzi che potessero esprimere la densità dell’esperienza umana. Da diversi anni poi, porto avanti un percorso pedagogico in ambito sociale che cresce con il mio lavoro di scena, e lo vivifica: con bambini e adolescenti a rischio, con tossicodipendenti, nelle carceri e in comunità di malati psichici. Dentro un percorso di questo tipo, per un teatro che fosse in rapporto con luoghi anche extrateatrali e del loro apporto si nutrisse, nel 2001 nasceva Alzati, uno spettacolo dove si ritrovavano insieme attori e danzatori “sani” e malati ed ex malati psichici della cooperativa sociale “La Polena” di Savona e che, rappresentato soprattutto nel nord Italia, è arrivato a Santa Maria Capua Vetere nel settembre 2001. Alzati nasceva da un modo tipico del mio lavoro: durante la preparazione, mentre si delineava il contesto drammaturgico dello spettacolo, usavo la danza, il canto e le improvvisazioni, privilegiando l’aspetto ludico del lavoro di gruppo. Lavoro di gruppo con giovani, e lavoro sul mito con particolare attenzione allo sviluppo narrativo e “sentimentale” del canto ventitreesimo dell’Odissea, era stato invece Le stanze di Penelope, finanziato da Bologna 2000, che aveva debuttato nel maggio 2000 al Teatro San Leonardo di Bologna ed era arrivato anche in Campania, ad Aversa con Teatri Invisibili nel giugno 2000.   Anna Redi